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Gravidanza e trattamenti odontoiatrici

15.10.2014

La salute orale è parte importante della salute generale della donna e del nascituro.

Le modifiche ormonali, pur così variabili durante l’intero periodo della gestazione, producono importanti effetti a livello del cavo orale.

Nel primo trimestre l’incremento di produzione di estrogeni determina ritenzione di liquidi ed aumenti di volume delle mucose, in particolare a livello gengivale; le modifiche a carico dei livelli di progesterone determinano una riduzione delle difese immunitarie ed un marcato aumento della quantità di placca batterica che si accumula più facilmente sulla superficie dei denti; variazioni della salivazione  e della sensibilità dei denti sono fenomeni riconducibili a suddette modificazioni ormonali.

Questi fenomeni peraltro tendono a regredire nei trimestri successivi e l’entità degli stessi è molto soggettiva, per cui molte donne non vanno incontro a cambiamenti significativi a livello del cavo orale.

L’insorgenza di gengivite e quindi di sanguinamento può determinare nella donna manovre di spazzolamento più prudenti e talora inefficaci con aggravamento della situazione per un ulteriore accumulo di placca e quindi di batteri dannosi per il parodonto ed i denti (flora batterica cariogena).

Se la gengivite in gravidanza è relativamente frequente nel primo trimestre, occorre ricordare un’eventualità assai più rara, anch’essa legata a squilibri ormonali: l’epulide gravidica, un’infiammazione localizzata delle gengive, per solito nella zona frontale superiore, in corrispondenza dei canini, che compare tra il terzo ed il sesto mese, spesso dolorosa e talora accompagnata a mobilità degli elementi dentari contigui. L’epulide si presenta come un rigonfiamento circoscritto, qualche volta voluminoso. In genere questo quadro regredisce spontaneamente alcuni mesi dopo il parto ma rende molto difficoltose le manovre di igiene orale. In taluni casi, qualora non receda, occorre rimuoverla chirurgicamente in modo molto semplice, meglio se utilizzando il laser.

Oltre ai fattori ormonali di cui abbiamo detto, occorre poi considerare altri aspetti, propri della gravidanza, che influenzano le condizioni del cavo orale.

In primo luogo le abitudini dietetiche che talora sono irregolari nella gestante, a causa delle frequenti nausee e delle irregolarità nell’appetito. In altri termini la gravidanza non è una sorta di vacanza gastronomica!  L’assunzione di cibi zuccherini fuori pasto dovrebbe essere corretta, il fabbisogno calorico mantenuto entro i limiti consigliati; all’opposto dovrebbe essere incentivato il consumo di latte e derivati per l’apporto in oligoelementi (effetto di carioprotezione) così come quello di verdure ed alimenti ricchi di fibre.

Utile anche l’assunzione di Fluoro, a partire dal terzo mese, in quanto è già in corso il processo di mineralizzazione dei denti decidui, che saranno più resistenti alla carie. Inoltre il Fluoro contribuisce a rendere i denti della gestante meno sensibili alla carie. Quindi l’uso di dentifrici e/o di colluttori contenenti Fluoro è raccomandabile.

Altrettanto utili, direi indispensabili, visite periodiche dall’Odontoiatra o dall’Igienista per una corretta valutazione professionale dello stato di salute della bocca. In realtà sarebbe opportuno una preventiva valutazione clinica odontoiatrica nel quadro di una pianificazione scrupolosa della gravidanza.

A questo proposito è opportuno dare alcune risposte a dubbi relativi alle cure dentistiche che si possono eseguire in gravidanza.

Le cure non urgenti vanno naturalmente posticipate. Il periodo più sicuro per effettuare eventuali cure necessarie è quello del secondo trimestre. Prima della dodicesima settimana è in corso la formazione degli organi e questo è il periodo più rischioso. Nei primissimi giorni il rischio è quello dell’aborto.

L’insieme di questi rischi è legato soprattutto all’assunzione di farmaci, ma anche all’anestesia ed alle radiografie. Per quanto riguarda i farmaci, vari antibiotici sono piuttosto sicuri per il feto, fatte salve le raccomandazioni sui tempi di cui si è detto: penicilline e cefalosporine vanno bene,  qualora non vi siano pregresse allergie. Altri antibiotici, quali le tetracicline sono assolutamente pericolose. Tra gli antinfiammatori, il paracetamolo è farmaco di prima scelta.

Per quanto concerne l’anestesia, i farmaci che utilizziamo non determinano particolari rischi per il feto. Queste molecole non passano la placenta, in particolare nel secondo trimestre quando la preziosa barriera placentare è sufficientemente organizzata.

Relativamente all’uso di radiografie, il grembiule pararaggi normalmente utilizzato per proteggere il Paziente e le apparecchiature radiogene digitali, che riducono notevolmente la dose di radiazioni emesse, costituiscono un buon presidio per la sicurezza del feto.

In passato non era rara la perdita di denti durante o subito dopo la gravidanza. La salute è in primo luogo cultura e senso di responsabilità, dialogo tra il Paziente (che in questo caso non si può neppure definire tale) ed i vari operatori della salute, in primis il ginecologo ma anche, fra gli altri, l’Odontoiatra.

Questi concetti debbono essere vissuti quotidianamente e le donne in questo senso hanno mostrato, e mostrano una sensibilità crescente.

Dedicato a Donatella e Martha, con affetto

Anglesio Farina Dr. Giovanni
Professore a contratto presso l’Università di Torino

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